La compliance aziendale

La compliance aziendale   

La compliance aziendale si configura, in primo luogo, come un'attività preventiva, finalizzata ad evitare che tutte le attività aziendali risultino non conformi alle normative vigenti e, qualora vi siano delle discrepanze, serve ad indicare le soluzioni necessarie per ridurre il rischio di incorrere in sanzioni, che possono essere di natura amministrativa ed anche penale. Non è un mistero che le disposizioni normative con cui un'azienda deve fare i conti siano sempre più esigenti e, per certi versi, complesse; sempre più, infatti, vengono disciplinati, talvolta rigidamente, aspetti ed ambiti aziendali che, sino a poco tempo fa, erano, invece, lasciati alla indipendenza decisionale dell’azienda e dei suoi organismi. La politica di compliance e la sua gestione strategica e tattica devono essere funzionali, quindi, all’implementazione dei procedimenti necessari, nei vari livelli e gradi dell’organizzazione aziendale, per l’adozione di decisioni coerenti con la corretta osservanza delle norme, senza dimenticare la necessità di sovrintendere e gestire le relazioni con le autorità preposte ai controlli. Questa attività va svolta anche in maniera prospettica, vale a dire nell’ottica di prevedere l’inevitabile evoluzione dell'intera materia della compliance. 

Offerta formativa   

Una proposta formativa completa in materia di responsabilità amministrativa degli enti ai sensi del Decreto Legislativo 231/01 deve essere strutturata su vari livelli di approfondimento ed essere tarata sulle esigenze, sugli interessi e sulle competenze dei soggetti destinatari. 
L’offerta formativa deve, quindi, abbracciare un ventaglio di corsi ed eventi che vada dal semplice incontro divulgativo dei temi “D.Lgs. 231/01” (2-4 ore), rivolto ad un target eterogeneo ed avente lo scopo di fornire agli utenti le informazioni basilari, stimolarne l’interesse e procurare possibili contatti per eventi successivi, fino a corsi di formazione completi per professionisti o soggetti incaricati di funzioni attinenti alla “D.Lgs. 231/01” (3 giornate o più), nei quali trattare tutti i temi per esteso e approfondire quelli di maggiore interesse per la specifica categoria dei destinatari, effettuando anche delle simulazioni sulla redazione dei modelli organizzativi. L’offerta potrebbe essere completata con: 
- convegni / workshop dedicati all’approfondimento di specifici aspetti, reati presupposto, novità normative o casi giurisprudenziali; 
- formazione in azienda dei dipendenti e dei soggetti “sensibili” sulla prevenzione dei reati presupposto, sui presidi e sul sistema sanzionatorio adottato dall’azienda.

Ipotesi di lavoro: 
Corso preparatorio alla realizzazione e adozione di un modello 231/01. 
  
Target: Alta Dirigenza aziendale, Amministratori Delegati, Consigli di Amministrazione, Direttori d'Azienda, Imprenditori.   

Durata: 
da 1 a 4 giornate   

Peculiarità: Si vogliono dare a questo corso i contenuti di maggior interesse per i membri dell'alta dirigenza di una società che abbia deciso o stia valutando di dotarsi di un Modello di Organizzazione e Gestione ai sensi del D.Lgs. 231/01. Al contempo, si vuole incoraggiare la consapevolezza che l'adozione di un MOG, per essere efficace, deve intendersi come l'inizio di un percorso volto a costruire, in azienda, una cultura di legalità e di rispetto delle regole che deve coinvolgere lo stesso management. Infine, si vuole dare risalto ad esempi concreti di aziende che sono riuscite a trarre vantaggio dallo sviluppo di un MOG in termini di reputazione e di efficienza.   

Obiettivi: 
Obiettivo del Corso è quello di preparare il management delle società, che si apprestano all'adozione di un MOG 231, ad effettuare le scelte che dovranno guidarne e informarne la redazione da parte dei professionisti a ciò incaricati, nonché permetterne l'effettiva penetrazione a tutti i livelli dell'attività dell'ente. 

Il ruolo del management in ogni fase del processo di adozione di un MOG, è fondamentale e non sostituibile in alcun modo, se si vuole che il prodotto sia al contempo efficace nella prevenzione dei reati ed efficiente quanto a gestione delle risorse. 

Del resto, solo l'approfondita conoscenza dei processi aziendali, degli standard adottati, degli obiettivi e delle risorse in possesso dell'ente permettono una corretta analisi dei rischi e le conseguenti scelte su “se” e “come” presidiarli, avendo anche a parametro i relativi costi e benefici. 

La semplice approvazione formale di un MOG non apporterebbe alcun vantaggio all'ente e non avrebbe la minima possibilità di resistere ad un giudizio di idoneità, risolvendosi in un costo inutile ed in un gravoso appesantimento, qualora essa non fosse il frutto di un'attenta analisi dei rischi e delle peculiari caratteristiche dei processi aziendali. 

Recentissime pronunzie giurisprudenziali, in particolare quella della Cassazione sul caso della Impregilo, hanno chiarito che l'efficace attuazione del modello, al di la della teorica idoneità dei presidi in esso predisposti, non può non coinvolgere rilevanti scelte di governance volte a garantire che anche l'operato dei dirigenti sia sottoposto a controlli preventivi, nell'ambito delle procedure interne, e successivi da parte di un Organismo di Vigilanza realmente dotato di autonomia, indipendenza e libertà di iniziativa. 

Il MOG deve, quindi, essere progettato sulle specifiche necessità dell'ente, essere costantemente sottoposto a revisione, aggiornamento e miglioramento, nonché essere accompagnato dalla diffusione, a tutti i livelli dell'attività imprenditoriale, di una cultura della legalità e del rispetto delle regole. 

Quest'ultima si alimenta con la diffusione delle regole e con il loro presidio attraverso sistemi di controllo e di sanzionamento delle infrazioni, ma anche attraverso il richiamo ai valori etici e l'esempio dei soggetti in posizione apicale. Il corso si incentra, appunto, sull'approfondimento di detti aspetti e, premessa una panoramica sugli aspetti più critici dei sistemi sanzionatori previsti a carico degli enti dal Decreto Legislativo 231/2001, nonché a carico degli amministratori dagli articoli del codice civile e del codice penale, intende evidenziare le molte opportunità, dirette ed indirette, che possono connettersi all'adozione di un MOG. 

Esso potrebbe essere così strutturato: 

Introduzione generale alla normativa
  • la normativa
  • le condizioni di estensione della responsabilità all’Ente (concetto di interesse e vantaggio);
  • panoramica dei reati presupposto;
  • le sanzioni;

Il MOG
  • la condizione esimente ex art. 6 D.Lgs 231/01;
  • i Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo;
  • il concetto di elusione fraudolenta;
  • la responsabilità degli amministratori per la mancata adozione del MOG;
  • casi di obbligatorietà del MOG 231;

Risk Management 231
  • l’analisi dei rischi – individuazione del rischio accettabile;
  • la predisposizione dei protocolli e degli altri presidi;
  • il sistema delle deleghe e il trasferimento di responsabilità;
  • integrazione con altri modelli di gestione;

La cultura della legalità d'azienda
  • l’organismo di vigilanza, ruolo e responsabilità;
  • gli obblighi di formazione e diffusione del Modello;
  • gli obblighi di adeguamento;
  • il sistema sanzionatorio – disciplinare.

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